STOP FOIE GRAS

L'indagine

Essere Animali e Promoviendo el Veganesimo vi mostrano le immagini che l'industria del foie gras non vorrebbe mai farvi vedere.

Siamo stati nel sud della Francia per documentare come viene prodotto questo cibo considerato di lusso (1), ottenuto dall'uccisione di anatre sottoposte al 'gavage', ovvero l'alimentazione forzata, una pratica condannata dall'UE (2) per le gravi sofferenze causate agli animali.

Abbiamo visitato 6 allevamenti situati nei Pirenei, nella nazione dove viene prodotto oltre il 70% del foie gras distribuito poi in tutto il mondo, anche in Italia (3), dove la produzione è vietata (4), ma la vendita consentita.

Le immagini documentano l'intero processo di produzione, dall'arrivo in allevamento dei pulcini sino alla macellazione e testimoniano la drammatica condizione di 44 milioni di animali solo in Francia, ingozzati a forza con un metodo che ricorda una tortura medioevale.

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Nascita

La nascita dei pulcini avviene in centri di riproduzione specializzata, le anatre vengono inseminate artificialmente e le uova si schiudono all'interno di un'incubatrice.

Solo i maschi sono però avviati all'allevamento, le femmine vengono generalmente uccise appena nate, gettate dentro sacchi in cui muoiono soffocate o in appositi trita-tutto, solo perché il loro fegato è considerato di qualità inferiore.

Le anatre Mulard sono una delle specie più utilizzate per la produzione di foie gras, in cui si abusa della naturale tendenza di questi animali ad accumulare riserve di cibo.

Allevamento

Dopo solo due giorni di vita i pulcini sono trasferiti negli allevamenti. Durante la nostra indagine abbiamo visitato piccoli produttori locali ma anche aziende capaci di contenere sino a 3000 animali.

Inizialmente gli animali sono allevati 'a terra' all'interno di un capannone, ma quando il loro piumaggio diventa più consistente sono spostati in recinti esterni.

Questa prima fase dura circa 2 mesi e rappresenta l'unica immagine che l'industria del foie gras vorrebbe mostrare, ma sin da piccole le anatre vengono abituate progressivamente a nutrirsi con grandi quantità di cibo.

Successivamente vengono riportate all'interno di un capannone e rinchiuse in gabbia per essere sottoposte al 'gavage'.

In alcuni allevamenti abbiamo documentato ancora l'utilizzo delle gabbie individuali, dove gli animali sono confinati in uno spazio di circa 20 * 45 cm (5) in cui non possono nemmeno aprire le ali o girare su se stesse. Queste gabbie sono state vietate nell'UE dal 2011 (6), ma il governo francese ha concesso una proroga per l'adeguamento delle strutture (7), condannando milioni di anatre ad ulteriori sofferenze.

Anche quando la legge viene rispettata, gli animali sono rinchiusi in 'gabbie di gruppo' (15 individui in uno spazio di mt. 3 x 1 (8) ), senza poter soddisfare molte esigenze etologiche, come la necessità di immergersi in acqua o di interagire in gruppi sociali non imposti. Privazioni che, in queste condizioni di sovraffollamento, possono degenerare in forte stress e conseguenti aggressioni fra animali.

La sola possibilità di compiere minimi movimenti è purtroppo funzionale allo stesso 'gavage', poiché in questo modo i grassi accumulati con l'alimentazione forzata non vengono sufficientemente smaltiti. Questo sia nelle gabbie individuali quanto in quelle di gruppo, dove il pavimento fessurato facilita la pulizia delle deiezioni, ma ostacola il movimento degli animali.

L'alimentazione forzata

Nelle ultime due settimane di vita le anatre sono nutrite forzatamente per due volte al giorno con una razione di circa 500 gr. di pastone a base di mais cotto e acqua (9).

L'allevatore preme la gola degli animali per aprire il becco e inserire un tubo metallico di 30 cm direttamente nello stomaco, dove viene rilasciata in pochi secondi l'enorme quantità di cibo. Il massaggio eseguito dall'allevatore al momento dell'inserimento del tubo purtroppo non allevia le sofferenza degli animali, ma serve unicamente ad assicurare che tutta la porzione raggiunga lo stomaco.

Durante l'intero processo ogni anatra può arrivare ad ingerire sino a 10 kg di mangime e il suo peso può aumentare anche di 3kg. (10)

Lo scopo è quello di provocare in pochi giorni, con un'alimentazione eccessiva e ricca di grassi, un'infiammazione del fegato e una conseguente lipidosi epatica (11).

La necessità di alimentare in un tempo relativamente breve il maggior numero di animali non fa che aumentare il rischio di lesioni alla gola e all'esofago.

Molti animali non sopravvivono in queste condizioni e muoiono prima di essere trasportati al macello, per emorragie interne o infarto. (12)

Durante la nostra indagine abbiano osservato:

  • la presenza di animali con evidenti segni di stress, problemi respiratori e diarrea
  • anatre che cominciavano a dimenarsi alla sola vista dell'allevatore e altre che cercavano di sottrarsi disperatamente al 'gavage'
  • animali vomitare dopo essere stati alimentati forzatamente e rischiare di morire soffocati per il troppo cibo ingerito
  • la presenza di cadaveri e di anatre stremate, lasciate morire senza cure veterinarie

Mattatoio

Se il 'gavage' fosse prolungato oltre, tutti gli animali morirebbero in breve tempo.

Dopo 15 giorni di alimentazione forzata il funzionamento del fegato risulta gravemente compromesso e, aumentando di volume, preme sui polmoni delle anatre, impedendo una corretta respirazione e rendendo doloroso qualsiasi movimento.

In queste condizioni gli animali vengono caricati in apposite casse e trasportati al macello, dove sono appesi per le zampe e successivamente storditi in acqua elettrificata.

Un operatore procede alla rottura del becco, per agevolare il taglio della carotide.

Durante ognuna di queste fasi abbiamo visto anatre muoversi ancora e sembrare pienamente coscienti mentre morivano dissanguate.

In seguito i cadaveri vengono spiumati e sottoposti a scottatura prima di procedere all'estrazione del fegato, che può raggiungere 10 volte (13) il peso di un organo sano e sarà ora sottoposto a successive lavorazioni per essere poi venduto in tutto il mondo, Italia compresa.

Ora abbiamo bisogno di te per mandare un forte segnale contro queste crudeltà.

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Note

  1. Secondo l'attuale legislazione UE il foie gras è il fegato di anatra (canard) o di oca (oie) ricavato da animali sottoposti ad alimentazione forzata. Il fegato deve raggiungere un peso minimo di 300 gr. per le anatre e 400 gr. per le oche.

  2. Ai sensi dell'art. 14 della Direttiva 98/58/CE (http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:31998L0058) riguardante la protezione degli animali negli allevamenti, l'alimentazione forzata nell'UE è illegale.

    Ma, nonostante nel dicembre 1998 un Rapporto del Comitato Scientifico Veterinario dell'Unione Europea (http://ec.europa.eu/food/fs/sc/scah/out17_en.pdf) condanni ulteriormente questa pratica definendola 'nociva per il benessere degli animali', il Consiglio di Comitato Permanente d'Europa nel 1999 ha adottato una Raccomandazione (Standing Committee of the European Convention for the protection of animals kept for farming purposes - https://wcd.coe.int/ViewDoc.jsp?Ref=CM/Inf%282002%296&Language=lanEnglish&Ver=add&Site=COE&BackColorInternet=DBDCF2&BackColorIntranet=FDC864&BackColorLogged=FDC864) che vieta la produzione di foie gras negli Stati membri a partire dal 2004 ma ad eccezione di dove è già "pratica corrente", sollecitando la ricerca di tecniche di produzione alternative all'alimentazione forzata.

    Al momento all'interno dell'UE il foie gras viene prodotto in Francia, Bulgaria, Spagna, Ungheria e Belgio. Nel 2008 i produttori di questi paesi si sono riuniti nella Federazione Europea del Foie Gras, allo scopo di difendere questo business.

  3. Nel 2014 in Italia sono state importate 33 tonnellate di foie gras, il 59% d'oca e il 41% d'anatra. Se si considera che a sua volta il 59% del foie gras d'anatra importato in Italia proviene proprio dalla Francia, la nostra indagine documenta le condizioni degli animali con cui vengono prodotte circa 8 tonnellate di foie gras distribuito nel nostro paese

  4. L'Italia recepisce la Direttiva 98/58/CE con il D.Lgs 146/2001 (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/01146dl.htm).

    L'art. 19 dell'Allegato vieta l'alimentazione forzata per anatre ed oche a partire dal 1 gennaio 2004. Cancellato nella successiva legislatura, è stato ripristinato nel 2007.

  5. Pag. 22 del Rapporto del Comitato Scientifico Veterinario dell'Unione Europea (http://ec.europa.eu/food/fs/sc/scah/out17_en.pdf)

  6. Ai sensi del punto 7 dell'Allegato della Direttiva 98/58/CE (http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:31998L0058) riguardante la protezione degli animali negli allevamenti, le gabbie individuali all'interno del'UE sono vietate.

    La Raccomandazione (Standing Committee of the European Convention for the protection of animals kept for farming purposes - https://wcd.coe.int/ViewDoc.jsp?Ref=CM/Inf%282002%296&Language=lanEnglish&Ver=add&Site=COE&BackColorInternet=DBDCF2&BackColorIntranet=FDC864&BackColorLogged=FDC864) adottata dal Consiglio di Comitato Permanente d'Europa nel 1999 stabilisce che tutti gli impianti devono essere riconvertiti entro il 31 dicembre 2010.

  7. Memorandum della Direzione generale per l'alimentazione, 25 luglio 2011

  8. Pag. 21 del Rapporto del Comitato Scientifico Veterinario dell'Unione Europea (http://ec.europa.eu/food/fs/sc/scah/out17_en.pdf)

  9. Le razioni possono aumentare progressivamente durante l'ingozzamento

  10. Durante il processo di ingrassamento il peso degli animali passa circa da 4 a 7 kg

  11. Accumulo di quantità anormalmente elevate di lipidi (grassi) nelle cellule epatiche che compongono il fegato

  12. Pag. 49 del Rapporto del Comitato Scientifico Veterinario dell'Unione Europea (http://ec.europa.eu/food/fs/sc/scah/out17_en.pdf): il tasso di mortalità degli animali sottoposti ad alimentazione forzata risulta da 10 a 20 volte più elevato rispetto a quello di animali allevati senza ingozzamento

  13. durante il processo di ingrassamento il peso del fegato passa mediamente da circa da 60 a 600 gr.